Ascolta il santo del giorno: Sant'Egidio Abate
Il padre dei poveri e degli emarginati: la straordinaria storia dell'eremita che scelse la solitudine della foresta per farsi rifugio degli ultimi
La Chiesa cattolica celebra oggi la figura luminosa e profondamente amata di Sant'Egidio Abate (noto anche come Sant'Egidio di Provenza), vissuto tra il VII e l'VIII secolo. La sua esistenza si muove sul confine sottile tra la mistica del silenzio eremitico e la concretezza di una carità smisurata, capace di trasformare il rifugio solitario di un bosco in un faro di speranza per re, pellegrini, reietti e disperati.
Sebbene le fonti agiografiche tramandino dettagli avvolti nella tradizione e nella leggenda, le origini storiche di Egidio affondano le radici nella nobile terra di Atene. Nato da una famiglia ricca e influente, il giovane ricevette un'educazione raffinata e cristiana. Tuttavia, fin dalla giovinezza, di fronte alla morte dei genitori, compì una scelta radicale che avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita: distribuì tutte le sue sostanze ai poveri, rinunciò alle ricchezze terrene e alle lusinghe del mondo per cercare un'intima unione con Dio nel silenzio della preghiera.
Lasciata la Grecia, Egidio si imbarcò alla volta dell'Occidente, stabilendosi dapprima in Francia, nei pressi della foce del Rodano, e ritirandosi poi in una fitta foresta vicino a Nîmes. Visse a lungo da eremita in una grotta, nutrendosi unicamente delle erbe spontanee e di ciò che la natura offriva, avendo come unica e fidata compagna una cerbiatta che, secondo la celebre tradizione iconografica, lo nutriva offrendogli il proprio latte. La leggenda narra che proprio durante una battuta di caccia organizzata dal re dei Visigoti (o da un sovrano franco, a seconda delle versioni), le frecce scoccate dai cacciatori nel tentativo di colpire l'animale ferirono invece l'anziano eremita che faceva scudo alla cerbiatta. Colpito dal coraggio, dalla mitezza e dalla santità di quell'uomo misterioso, il re volle soccorrerlo e gli offrì grandi ricchezze per farsi perdonare. Egidio rifiutò ogni dono materiale, chiedendo in cambio soltanto una cosa: fondare un monastero che potesse accogliere i poveri, gli ammalati, i reietti e tutti coloro che non avevano voce nella società del tempo.
Nacque così la celebre abbazia di Saint-Gilles, attorno alla quale si raccolse una fiorente comunità monastica guidata dallo stesso Egidio secondo la regola dell'accoglienza incondizionata. Il santo divenne ben presto un punto di riferimento spirituale straordinario per l'intera Europa medievale: la sua fama di taumaturgo e intercessore si diffuse rapidamente, attirando folle di pellegrini che percorrevano le strade verso Santiago di Compostela. Sant'Egidio si spense serenamente nel suo monastero agli inizi dell'VIII secolo (attorno al 720), lasciando un'eredità spirituale immensa. Per via della sua proverbiale protezione verso i più deboli, i carcerati, i lebbrosi e i mendicanti, è invocato dalla tradizione popolare come uno dei Santi Ausiliatori, protettore dei mendicanti, dei fabbri e di quanti soffrono nel corpo e nello spirito.
