Mer. Ott 28th, 2026

l contesto storico di Forcella: dalle origini al declino napoleonico

La prima parte del volume getta le basi scientifiche poggiando sulle ricerche di storici illustri come il Palma, il Di Giannatale e il Savini, i quali attinsero direttamente agli Archivi di Stato di Teramo e Napoli.

  • L’etimologia: Il dibattito sul nome oscilla tra la tesi del Palma – che vede in Forcella (da forcelletum) il diminutivo basso-medievale di fortia (“piccola fortezza” o “piccola roccia”) – e quella del Di Giannatale, che preferisce un legame agrario con l’omonimo strumento da lavoro.

  • Il Medioevo e i Feudatari: Il documento più antico risale a un breve recordationis del 1128 contenuto nel Cartulario della Chiesa teramana, dove si cita il servizio feudale del conte Matteo al vescovo Guido II. Nel corso dei secoli, il feudo vide l’intrecciarsi della mensa vescovile con potenti casate come quella dei d’Acquaviva.

  • Sviluppo urbano e resistenza: Il sistema difensivo (extra moenia) si sviluppò a partire dal 1224. Il borgo conobbe una forte ascesa politica ed economica, culminata con l’edificazione del maestoso Palazzo Salvatori alla fine del Seicento. Proprio i Salvatori subirono il saccheggio dei militari francesi nel 1799, a causa della fiera opposizione dei forcellesi all’occupazione napoleonica in nome della fedeltà alla corona borbonica.

L’enigma di Santa Maria della Misericordia

Il secondo capitolo affronta l’evoluzione dell’edificio sacro, svelando pareri discordanti sulla sua fondazione. Il Palma ipotizzò che la chiesa fosse sorta come ex voto durante la micidiale peste nera del 1348 (teoria supportata dalla presenza di altre quattro chiese dedicate alla Misericordia nel teramano).

Tuttavia, il Di Giannatale smonta questa tesi dimostrando che il sacello di Santa Maria “Vecchia” esisteva già nel 1324-1326. A confermare l’ascendenza rinascimentale della struttura attuale vi è l’incisione del 1568 sulla porta d’ingresso laterale, storicamente detta “porta degli uomini” a causa dell’antico costume liturgico di separazione dei sessi nell’aula.

Cronaca di un restauro esemplare (Anno 2025)

La terza parte del libro documenta la complessa operazione di salvaguardia condotta dal Maestro Artigiano Milko Morichetti (ARTè), resa possibile dai finanziamenti della Fondazione Tercas e autorizzata dalla Soprintendenza l’8 giugno 2025 (prot. n° 8299).

Il salvataggio della tela

Di particolare interesse è stato il restauro della tela superiore della Madonna del Carmelo intercedente per le anime del Purgatorio. Il dipinto, di ambito popolare abruzzese, è stato rimosso dal vecchio telaio fatiscente, pulito sul fronte e sul retro, rifoderato con tessuto sintetico tramite Beva Film e ricollocato su un nuovo telaio ad espansione.

Don Eugenio Merrino (Messina, 1985) ha conseguito la Laurea in Sacra Teologia alla Pontificia Università San Bonaventura, specializzandosi in Educazione alla pace a Pisa e in Scienza e Fede al Regina Apostolorum. Giornalista pubblicista e collaboratore di Super J e dell’Araldo Abruzzese, è stato ordinato sacerdote l’11 luglio 2021 nel Santuario di San Gabriele dell’Addolorata. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni saggistiche per la casa editrice La Bussola.